© Fabrizio Clerici by Archivio Fabrizio Clerici – www.archiviofabrizioclerici.com

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Progetto di Casa sul Canal Grande dell’architetto Fabrizio Clerici, 1938, in “Lo Stile nella casa e nell’arredamento”, 1941

L’architetto (quello noi s’intende che è mosso dall’amore e non dalla mania speculativa) capisce che innanzi a certe chiese, a certi palazzi o monumenti il rispetto si impone all’utilitarismo. Ora invece, anche tra coloro che hanno il privilegio di esercitare un’arte sublime, c’è qualcuno che, misurando le proprie vedute con occhio più commerciale che appassionato, non sa rispettare le distanze né capire che il gioco dei confronti è cosa oltremodo pericolosa. Meglio vale, anche per lo sviluppo delle città nuove, lasciare le antiche parti così come sono, e fondere i quartieri razionali in quelle aree libere ove il campo è aperto a nuove ricerche. Qual è dunque quell’onesto e coscienzioso architetto che oserebbe porre mano, o per ambizione, o per prospettiva di molti guadagni, in certi collaudatissimi centri di antica bellezza, che restano a testimoniare la civiltà, l’eleganza, l’erudizione dei nostri padri, senza provare un indicibile panico? Ma la paura e il timore anche in arte non appartengono più a questo secolo, così che per deficienza di alcuni piani regolatori (e qui però è giusto ricordare che molta parte della responsabilità è da imputarsi alle sedi di certi uffici tecnici) tale pericolo si è corso più di una volta e in più di una città. Fabrizio Clerici, 1941