Cover Clerici-Skira 2013    4 Clerici-Skira 2013

Fabrizio Clerici
Nel centenario della nascita 1913 1993
Skira 2013

Con questo libro abbiamo voluto commemorare Fabrizio Clerici nel 2013, anno del centenario della nascita e del ventennale della morte. Sono passati anche settant’anni dalla sua prima esposizione, presentata tra Milano e Roma da Raffaele Carrieri e Alberto Savinio. Dal 1943, quindi, Clerici ha continuato a esporre in importanti spazi pubblici e privati, in tutto il mondo.

La sua ultima retrospettiva, con lui in vita, per la quale ideò un percorso labirintico, fu allestita negli spazi centrali della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, nel 1990.
Prestigiose le sue precedenti antologiche, soprattutto in Europa, America e Russia, e altrettante, quelle postume, in Italia e in Germania.
Un libro, questo, che documenta la sua vita e le sue opere con materiali inediti, essenzialmente provenienti dall’Archivio Fabrizio Clerici di Roma e da tante istituzioni, fondazioni e archivi internazionali. Prossimamente sarà aperto il nuovo sito web sull’artista con l’ingente materiale documentario dell’Archivio e con l’idea di inserire online il Catalogo ragionato dei suoi dipinti, che sarà edito anche in forma cartacea.
Questa non è la prima monografia: dal 1955 tante sono state le pubblicazioni sul suo lavoro, scritte in diverse lingue, daMarcel Brion, Raffaele Carrieri, Patrick Waldberg, Federico Zeri ecc.
Si spera che questo volume possa accantonare – è l’auspicio – i “preconcetti” che, per alcuni, il lavoro di Clerici ha suscitato; se è vero che fu, forse, “schivato dalla critica ufficiale italiana” – uno o due nomi, al più, che magari lo ammiravano in privato – tra gli anni cinquanta e sessanta, perché non facilmente “catalogabile”, c’è da dire che ciò poco gli importava. Questo non fermò, soprattutto all’estero, importanti esegeti che continuarono, con passione, a occuparsi della sua arte. Basta scorrere gli apparati che lo riguardano e la sua monumentale bibliografia per capire e persuadersi. Contempla poeti e scrittori, da Jean Cocteau a Georges Perec, come anche critici e storici dell’arte, da Luigi Carluccio aMaurizio Fagiolo dell’Arco; dagli anni quaranta è presente in mostre ufficiali: Triennali di Milano, Biennali di Venezia (edizioni del 1948, 1954, 1956, 1972), Quadriennali di Roma.
Fabrizio si definiva un artista visionario, ma era un uomo che non accettava compromessi. Capì presto che gli stessi nomi, in piena “dittatura dell’informale” – come si divertiva a definire quel periodo –, avevano alzato barriere – schiavi anche loro di un sistema di diktat – non solo a lui, ma anche a Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Salvador Dalí, Leonor Fini, Maria Helena Vieira da Silva e molti altri, eclettici e visionari. Il giovane Domenico Gnoli, famoso artista poi, anima sensibile, affine, lo scelse come maestro: non iscrivendosi a scuola – Clerici non insegnò mai – ma andando a bussare alla porta del suo studio, in via della Lungarina 65 a Roma, perché impressionato dai suoi disegni; Fabrizio lo raccomandò perfino alla sua amica del cuore, Leonor Fini, a Parigi.
Alle barriere arrugginite di un’Italia limitata Clerici preferì sempre quelle dell’ingegno e della tenacia, e quelle dorate del jet set internazionale. Fu tra i primi, nel dopoguerra, a realizzarsi come personaggio eclettico.Nel frattempo esponeva e vendeva i suoi disegni e dipinti al leggendario Julien Levy a New York, che lo introdusse e rappresentò in America negli anni quaranta e cinquanta; a Lanfranco Rasponi che ebbe come agente americano; a Gaspero del Corso e Irene Brin della storica Galleria L’Obelisco di Roma, e fu il loro artista preferito; ad Alexandre Jolas che seguì con attenzione il suo lavoro, proponendolo in permanenza nelle numerose gallerie delle quali era titolare, a fianco di Magritte e Max Ernst; a Mario Tazzoli, patron a Torino della Galleria Galatea, che lo inserì in importanti collezioni a fianco di Francis Bacon, e con il quale instaurò un connubio di lavoro e d’amicizia.
Già dal 1944 Fabrizio Clerici, con suoi disegni a matita, e nel 1955, con il celebre Sonno romano, aveva anticipato tutti gli assunti, creando stilemi, poi presentati come “novità” negli anni ottanta dai pittori citazionisti e dai loro dotti teorici. Oggi, cadute le barriere, senza più diktat, riconosciuto Clerici come uno dei massimi artisti del Novecento, nessuno più si scandalizzerà se fu insigne maestro e, nel contempo, habitué di balli, teatri e prime mondane. Influenze dirette del suo lavoro si ritrovano in artisti contemporanei d’impronta metafisica, nei videoclip di star della musica, da Madonna a Björk, dal cosiddetto pop surrealismo alla pop music.
Questo libro ci onora di un testo inedito di Federico Zeri che dice: “Il giorno in cui si farà una monografia completa di Clerici, si noterà una cosa: che si rinnova continuamente”.

Fabrizio Clerici
Nel centenario della nascita 1913-1993
Curatori: Archivio Fabrizio Clerici
Collana: Arte contemporanea
Editore: Skira
Argomento: Arte contemporanea
Lingua: bilingue (italiano-inglese)
Anno: 2013
ISBN: 885722115
Dimensioni: 24 x 28 cm
Pagine: 336
Illustrazioni a colori: 244
Illustrazioni in b/n: 50
Rilegatura: Brossura